Bilanci 2017 a metà strada tra derivazione semplice e rafforzata

La disciplina di coordinamento delle novità contabili apportate dal D.Lgs. 139/2015 con le
regole di determinazione delle basi imponibili Ires e Irap troverà completa applicazione nei
bilanci dell’esercizio 2017, con la piena operatività dei principi di derivazione rafforzata e di
prevalenza della sostanza economica sulla forma giuridica.”

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Eliminazione dell’area straordinaria con effetti anche sulle comodo

Nella circolare n. 14/2017 Assonime dedica un’ampia parte della trattazione all’esame
dell’impatto dei nuovi principi contabili nazionali sia sulle imposte sui redditi che sull’Irap.
Al riguardo, merita un particolare richiamo l’eliminazione dell’area straordinaria dallo schema
di conto economico civilistico, per effetto della quale i componenti che prima confluivano
nelle voci E20 e E21, a decorrere dal 2016, devono trovare una nuova collocazione nelle aree
della gestione operativa o finanziaria in ragione della loro natura.”

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Credito Irap alle società senza dipendenti con problemi di ciclicità

La determinazione del credito d’imposta Irap del 10%, introdotto dalla legge di Stabilità per il
2015 a favore dei soggetti che non si avvalgono di personale dipendente, sembra produrre più
difficoltà interpretative che reali benefici.
Come è stato rilevato da più parti, l’agevolazione è frutto della volontà di garantire una parità
di trattamento tra tali soggetti (in prevalenza società immobiliari) e coloro che possono
sfruttare la deduzione integrale del costo dei lavoratori dipendenti assunti con contratto a
tempo indeterminato. È apparsa, inoltre, un timido tentativo di far meglio recepire
l’abrogazione dei commi da 1 a 4 dell’articolo 2 del D.L. 66/2014, con la quale è stata
sconfessata la riduzione dell’aliquota base dal 3,9% al 3,5% prima della sua entrata in vigore.”

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Dell’Irap rimarrà solo il gettito

Sono due i grandi temi di politica fiscale caratterizzati dal forte impatto mediatico e, quindi, elettorale. Il primo è rappresentato da quel “coacervo” di norme che vanno a definire la fiscalità locale, ovverosia Imu, Tasi, Tari e tutti gli svariati suffissi escogitati per tentare di celare ciò che ormai è evidente da tempo e che diverrà verosimilmente più tangibile una volta attuato il progetto di delega fiscale, con la riforma del Catasto, la rivalutazione delle rendite, l’ennesimo inglesismo (“local tax”) ed il definitivo smarrimento dei contribuenti.”

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La “parziale” inerenza e l’Irap

Nell’ambito dei principi generali di determinazione del reddito d’impresa e del valore della produzione netta, il principio di inerenza occupa un posto di assoluta centralità, poiché genera notevoli implicazioni in termini di accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria e di onere della prova.
La ricerca del fondamento positivo dell’inerenza ha fatto emergere nel tempo diversi orientamenti ed interpretazioni, che possono essere schematizzati come segue:”

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La deducibilità del TFM tra competenza e cassa

In relazione agli “uffici di amministratore” continua l’incertezza sulla rilevanza fiscale delle
quote accantonate in bilancio dalla società “erogante” a titolo di indennità di fine mandato
(TFM), incertezza connessa, in buona sostanza, alla corretta interpretazione dell’art. 105,
comma 4, del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.”

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