Integrativa Iva: àncora di salvezza o trappola per i contribuenti?

La lettura del testo definitivo della L. 205/2017, legge di Bilancio 2018, ha deluso le speranze
di chi attendeva una “razionalizzazione” delle regole in materia di detrazione IVA; regole che
hanno creato, e quindi continueranno a creare (almeno fino all’eventuale auspicato intervento
normativo) non pochi problemi di carattere operativo.”

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Condizioni di accessorietà ai fini Iva nelle operazioni composite

Nei rapporti commerciali accade sovente che il cedente di un bene o il prestatore di un
servizio si trovi a dover fatturare più operazioni connesse indissolubilmente nell’ambito della
medesima transazione. Ciò in quanto l’effettuazione di un servizio o di una cessione potrebbe
necessitare di operazioni di carattere sussidiario che completino le operazioni principali, le
integrino o che, in determinate circostanze, ne costituiscano vere e proprie condizioni di
esistenza.”

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Distrazione delle spese legali: fatturazione al committente

L’imposta sul valore aggiunto è ispirata al criterio della neutralità nei confronti dei soggetti
che esercitano attività economiche, criterio necessario al fine di garantire che le operazioni
arrivino fino al consumatore finale senza eventuali distorsioni causate dal carico fiscale.
In termini pratici, la neutralità dell’imposta si realizza attraverso:
l’istituto della detrazione (a monte), che non può mai essere negata o limitata se non
in casi eccezionali tassativamente previsti;
l’istituto della rivalsa (a valle);
l’individuazione dei soggetti autorizzati ad esercitare la rivalsa e a portare l’imposta in
detrazione.”

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