Accertamento immobili: lo scostamento irrilevante esclude la sanzione

Nell’ambito dei processi estimativi, le quotazioni OMI non possono intendersi sostitutive della
stima puntuale, in quanto forniscono indicazioni di valore di larga massima. Solo la stima effettuata
da un tecnico professionista può rappresentare e descrivere in maniera esaustiva e con piena
efficacia l’immobile e motivare il valore da attribuirgli.”

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Tassazione separata: atto nullo senza l’invito del contribuente

In relazione alle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata non opera il criterio
dell’autoliquidazione, dovendo invece l’Ufficio indicare i criteri di liquidazione e sottoporli al
contribuente.
Tale principio è espressamente previsto dall’articolo 1, comma 412, della L. 311/2004, che così
dispone: “In esecuzione dell’articolo 6, comma 5, della legge 27 luglio 2000, n. 212, l’Agenzia delle
entrate comunica mediante raccomandata con avviso di ricevimento ai contribuenti l’esito
dell’attività di liquidazione, effettuata ai sensi dell’articolo 36-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, relativamente ai redditi soggetti
a tassazione separata. […] In caso di mancato pagamento entro il termine di trenta giorni dal
ricevimento dell’apposita comunicazione si procede all’iscrizione a ruolo […]”.”

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Societa’ di comodo. C’è abuso della persona giuridica in liquidazione?

La liquidazione volontaria costituisce una delle vicende estintive della vita dell’impresa, che
rappresenta, soprattutto di questi tempi, una scelta forzata in ragione delle enormi difficoltà
che il quadro congiunturale offre.
Per effetto di tale scelta, come noto, l’impresa passa da una gestione puramente lucrativa al
perseguimento di finalità di realizzo del patrimonio aziendale, abbandonando di fatto
l’obiettivo prefissato nell’oggetto sociale.”

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Prelevamenti bancari: ulteriori spunti per le imprese

La recente sentenza della Corte Costituzionale n. 228/2014, depositata il 6 ottobre 2014, è stata ampiamente illustrata da buona parte della dottrina, che ha molto ben scomposto ed analizzato i profili di illegittimità costituzionale emersi in relazione alle presunzioni legali relative sui prelevamenti bancari da parte dei professionisti (si veda sul punto, tra gli altri, “Incostituzionale la previsione prelevamento = compenso” di Giovanni Valcarenghi del 14 ottobre 2014).”

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L’accertamento anticipato nelle indagini finanziarie

Nella disciplina dello Statuto del Contribuente, l’articolo 12 assume una rilevanza del tutto
peculiare, in ragione della sua finalità di tutelare i diritti del contribuente sottoposto a
verifiche fiscali. È la disposizione che, nell’ottica della Cassazione, orienta “in senso garantistico
tutta la prospettiva costituzionale del diritto tributario”.
In particolare, l’incipit del comma 7 del citato articolo 12, nel richiamare i principi di
cooperazione tra amministrazione e contribuente, traccia il perimetro di “civiltà giuridica”
entro cui deve essere contenuto il rapporto tributario. In ragione di tali principi, la norma
favorisce quindi il contraddittorio endoprocedimentale destinato a consentire l’interlocuzione
tra le parti, attraverso la previsione di un termine dilatorio di 60 giorni tra la chiusura delle
operazioni di verifica e l’eventuale emissione del provvedimento da parte
dell’Amministrazione finanziaria.”

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La condotta antieconomica giustifica l’accertamento induttivo

Il comportamento antieconomico del contribuente incassa ancora una censura dalla Corte di
Cassazione, questa volta sulla congruità delle percentuali di ricarico applicate da un
imprenditore individuale nel settore della vendita di abbigliamento.
I giudici di legittimità, con la sentenza n.1839 del 29 gennaio 2014, hanno ribaltato la
decisione – piuttosto frettolosa – della Commissione Tributaria Regionale favorevole al
contribuente, che aveva ritenuto illegittimo il ricorso dell’Amministrazione Finanziaria
all’accertamento induttivo in presenza della “riscontrata regolarità della documentazione
contabile”.”

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Chi preleva dal conto corrente non sempre evade

Nel giro di pochissimi giorni (precisamente due) sono state offerte due diverse interpretazioni
della presunzione sui prelevamenti operante nei confronti dei contribuenti.
La prima, in riferimento al caso dell’attore Biagio Izzo, è fornita dalla Commissione Tributaria
di Roma nella sentenza n. 1353/11/14 del 29 gennaio scorso, che esclude con argomentazioni
piuttosto condivisibili l’automatismo “prelevamento non giustificato = costo in nero” e quindi
“costo in nero = ricavo in nero”.”

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