Note di variazione IVA nuove tempistiche di emissione in caso di procedure concorsuali es. fallimento

CIRCOLARE N. 13/2022

18/02/2022

di Riccardo Righi

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Con la presente circolare lo Studio ricorda che l’articolo 18 del 73/2021 (cosiddetto “Sostegni-bis”) ha modificato la disciplina relativa ai termini di emissione delle note di credito IVA nei casi di assoggettamento del cessionario/committente a procedure concorsuali (fallimento, concordato preventivo, ecc.).

  1. Nuovi termini di emissione

Dopo le modifiche apportate dal decreto Sostegni-bis all’articolo 26 del DPR 633/72, ai fini dell’emissione delle note di credito non è più necessario attendere il verificarsi dell’infruttuosità della procedura (che, ad esempio, nel caso del fallimento avviene con l’approvazione del piano di riparto dal quale si evince il mancato incasso da parte del fornitore), ma è possibile emettere la nota di variazione in diminuzione e portare in detrazione la relativa imposta già alla data in cui il debitore viene assoggettato alla procedura (in caso di fallimento, alla data della sentenza che dichiara il fallimento medesimo).

Nello specifico, il nuovo comma 10-bis dell’art. 26 del DPR 633/72 identifica il momento da cui il debitore si considera assoggettato a una procedura concorsuale, ovvero:

  • la data della sentenza dichiarativa del fallimento;
  • la data del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa;
  • la data del decreto di ammissione alla procedura di concordato preventivo;
  • la data del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi.

E’ necessario precisare che, nel caso in cui, successivamente al momento di assoggettamento alla procedura (e alla emissione della nota di credito), il debitore paghi in tutto o in parte il corrispettivo, il cedente o prestatore è tenuto a emettere nota di variazione IVA in aumento. A sua volta, il cessionario o committente potrà esercitare il diritto alla detrazione dell’imposta, ai sensi dell’art. 19 c. 1 del DPR 633/72, previa registrazione della nota di variazione.

Infine, si precisa che i nuovi termini di emissione delle note di variazione in oggetto si applicano alle procedure avviate a decorrere dal 26 maggio 2021. Per le procedure avviate prima di tale data vale la previgente normativa. Di seguito si riporta un esempio per chiarire, prendendo in esame un caso in cui il cessionario/committente è stato dichiarato fallito. Pertanto, seguendo le nuove indicazioni dell’art. 26, DPR 633/72, è necessario prendere in considerazione la data della sentenza di fallimento. Dunque, i casi che si possono prospettare sono due:

  • Se la sentenza è stata emessa in data antecedente al 26 maggio 2021, sarà necessario attendere l’approvazione del piano di riparto finale dal quale si evinca l’infruttuosità della procedura al fine di poter emettere la nota di credito e portare in detrazione la relativa IVA;
  • Se la sentenza è stata emessa in data 26 maggio 2021 o successiva, il fornitore potrà emettere subito la nota di variazione in diminuzione e portare in detrazione la relativa IVA, salvo poi emettere una nota di variazione in aumento nel caso in cui il debito venga saldato in tutto o in parte (ovviamente per la sola parte saldata).

 

 


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