Legge di bilancio 2020: novità in materia di reddito d’impresa e di lavoro autonomo (prima parte)

CIRCOLARE N. 7/2020

04/02/2020

di Enrico Ferra

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Con la presente Circolare vengono approfondite le principali novità contenute nella legge n. 160/2019 (Legge di Bilancio 2020) in materia di reddito d’impresa e di lavoro autonomo in vigore dal 01/01/2020, salvo quanto previsto in termini di decorrenza da disposizioni specifiche.

Nel dettaglio, gli interventi di rilievo che verranno affrontati in questa sede riguardano:

  1. le detrazioni Irpef/Ires per interventi di riqualificazione energetica;
  2. le detrazioni Irpef in materia di recupero del patrimonio edilizio e “bonus mobili”;
  3. nuove detrazioni Irpef per gli interventi sulle facciate degli edifici (bonus facciate);
  4. la cessione e sconto sul corrispettivo per interventi sugli immobili;
  5. la cedolare secca sulle locazioni a canone concordato;
  6. il rifinanziamento della “Nuova Sabatini”;
  7. la riapertura della rideterminazione del costo di partecipazioni e terreni;
  8. la rivalutazione dei beni d’impresa;
  9. il ripristino dell’ACE e abrogazione della “mini” Ires;
  10. regime fiscale della auto in uso promiscuo ai dipendenti.
  1. Detrazioni Irpef/Ires per interventi di riqualificazione energetica

In materia di riqualificazione energetica, viene confermata la detrazione Irpef/Ires del 65% per tali interventi sugli edifici: la proroga riguarda di conseguenza le spese sostenute fino al 31/12/2020.

Si ricorda, al riguardo, che a partire dal 01/01/2018 la detrazione spetta nella misura del 50% per alcune tipologie di interventi: è il caso ad esempio delle finestre e delle schermature solari, in relazione alle quali la detrazione Irpef/Ires spetta nella misura del 50% per gli interventi di acquisto e posa in opera delle stesse.

  1. Detrazione Irpef in materia di recupero del patrimonio edilizio e “bonus mobili”

Anche la detrazione Irpef del 50% prevista per gli interventi volti al recupero del patrimonio edilizio, introdotta a regime nell’art. 16-bis, co. 1, del Tuir e ordinariamente stabilita nella misura del 36%, viene prorogata anche alle spese sostenute fino al 31/12/2020.

Si ricorda che la detrazione spetta nel limite massimo di spesa di 96.000,00 euro per unità immobiliare.

2.1 Detrazione Irpef per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici (c.d. “bonus mobili”)

Vengono prorogate inoltre le agevolazioni relative al c.d. “bonus mobili ed elettrodomestici” previste dal co. 2 dell’art. 16 del D.L. n. 63/2013.

La detrazione spetta ai soggetti che beneficiano della detrazione Irpef per gli interventi di recupero edilizio, che godono quindi di un’ulteriore detrazione Irpef del 50% per le ulteriori spese documentate sostenute nell’anno 2020 in relazione all’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

A tal fine rilevano gli interventi di recupero del patrimonio edilizio iniziati dal 01/01/2019.

  1. Nuove detrazioni Irpef per gli interventi sulle facciate degli edifici (bonus facciate)

La legge di bilancio 2020 introduce una nuova detrazione Irpef/Ires pari al 90% delle spese documentate e sostenute nell’anno 2020 in relazione agli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna.

Con riguardo alle spese sostenute nell’anno 2020 per i suddetti interventi, la norma non prevede un limite di spesa massimo.

 Interventi agevolati

La nuova agevolazione riguarda soltanto gli interventi sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi.

Rientrano tra gli interventi agevolati quelli di:

  • sola pulitura;
  • sola tinteggiatura esterna (sono inclusi, quindi, detti interventi di manutenzione ordinaria).

 Ripartizione

La nuova detrazione del 90% deve essere ripartita in 10 rate annuali.

  1. Cessione e sconto sul corrispettivo per interventi sugli immobili

Diversamente da quanto previsto inizialmente, dal 01/01/2020 viene eliminata la possibilità di optare per lo sconto sul corrispettivo per gli interventi antisismici.

Lo sconto sul corrispettivo per gli interventi di riqualificazione energetica permane per i soli interventi di ristrutturazione importante di primo livello sulle parti comuni degli edifici condominiali per importi pari o superiori a 200.000,00 euro.

Viene inoltre soppressa la cessione della detrazione Irpef derivante dall’esecuzione dagli interventi di recupero edilizio dai quali si ottiene un risparmio energetico.

  1. Cedolare secca sulle locazioni a canone concordato

Viene portata “a regime” l’aliquota del 10% della cedolare secca sulle locazioni a canone concordato.

 Ambito di applicazione dell’aliquota del 10%

Si ricorda che l’art. 3 co. 2 del D.Lgs. 23/2011 prevede l’applicazione della cedolare secca con aliquota ridotta esclusivamente per i contratti di locazione che:

  • siano riferiti a unità immobiliari ubicate nei Comuni con carenze di disponibilità abitative individuati dall’art. 1, co. 1, lett. a) e b) del D.L. 551/88 (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché i Comuni confinanti con gli stessi e gli altri Comuni capoluogo di provincia) e negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE;
  • siano stipulati a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, di cui all’art. 2 co. 3 della L. 431/98 e di cui all’art. 8 della medesima legge.

 Cedolare secca sulle locazioni commerciali

La legge di bilancio 2020 non ha prorogato la cedolare secca del 21% sulle locazioni di immobili commerciali (negozi e botteghe classificati C/1 aventi superficie non superiore a 600 mq) introdotta, limitatamente ai contratti stipulati nel 2019, dalla legge di bilancio 2019.

  1. Rifinanziamento della “Nuova Sabatini”

Un’ulteriore proroga interessa la c.d. “Nuova Sabatini” di cui all’art. 2 del D.L. n. 69/2013, con il rifinanziamento della misura fino al 2023.

Rinviando alla Circolare dello Studio n. 15/2014 per maggiori chiarimenti, si ricorda che le disposizioni del D.L. n. 69/2013 consentono alle piccole e medie imprese di accedere a finanziamenti e a contributi a tasso agevolato in relazione agli investimenti – anche in leasing – in macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché in relazione agli investimenti in hardware, software e tecnologie digitali.

Viene inoltre introdotta una riserva pari al 25% delle risorse per l’acquisto, anche mediante leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica ad uso produttivo, a basso impatto ambientale, nell’ambito dei programmi finalizzati a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

  1. Riapertura della rideterminazione del costo di partecipazioni e terreni

La Legge di Bilancio 2020 ripropone le agevolazioni fiscali introdotte e disciplinate dagli artt. 5 e 7 della L. n. 448/2001.

In particolare, è consentito alle persone fisiche, società semplici, enti non commerciali e soggetti non residenti privi di stabile organizzazione in Italia di rivalutare il costo o valore di acquisto delle partecipazioni in società non quotate e dei terreni posseduti alla data del 01/01/2020, al di fuori del regime d’impresa, affrancando in tutto o in parte le plusvalenze che dovessero emergere nel caso in cui le partecipazioni o i terreni vengano ceduti a titolo oneroso.

Tale agevolazione presuppone l’assolvimento di un’imposta sostitutiva sul c.d. “valore di perizia” previsto per le partecipazioni o i terreni (agricoli ed edificabili).

A tal fine, occorre che entro il 30/06/2020:

  • un professionista abilitato (ad esempio, dottore commercialista, geometra, ingegnere e così via) rediga e asseveri la perizia di stima della partecipazione o del terreno;
  • il contribuente interessato versi l’imposta sostitutiva per l’intero suo ammontare, ovvero, in caso di rateizzazione, la prima delle tre rate annuali di pari importo.

L’aliquota dell’imposta sostitutiva è unica è ed pari all’11% sia nel caso di rivalutazione delle partecipazioni sia nel caso di rivalutazione dei terreni, diventando quindi:

  • 11% per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni qualificate e non qualificate;
  • 11% per la rideterminazione del costo fiscale dei terreni.
  1. Rivalutazione dei beni d’impresa

La Legge di Bilancio 2020 riapre le disposizioni in materia di rivalutazione dei beni d’impresa e di riallineamento dei valori civili e fiscali.

Per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, la rivalutazione è operata nel bilancio al 31/12/2019. 

Soggetti ammessi

I soggetti ammessi alla rivalutazione sono tutti coloro che detengono i beni in regime di impresa.

La rivalutazione può essere eseguita anche da parte dei soggetti in contabilità semplificata. 

Beni rivalutabili

Possono essere rivalutati:

  • i beni materiali e immateriali, con esclusione di quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa;
  • le partecipazioni in società controllate e collegate che rappresentano immobilizzazioni finanziarie.

I beni rivalutabili devono risultare dal bilancio dell’esercizio in corso al 31/12/2018. 

Effetti fiscali

Sui maggiori valori iscritti in bilancio per effetto della rivalutazione è dovuta un’imposta sostitutiva pari:

  • al 12%, per i beni ammortizzabili;
  • al 10%, per i beni non ammortizzabili.

I maggiori valori sono riconosciuti ai fini fiscali:

  • in linea generale (es. ai fini della deduzione degli ammortamenti e per il calcolo del plafond delle spese di manutenzione), a decorrere dal terzo esercizio successivo a quello nel corso del quale la rivalutazione è eseguita (2022, per i soggetti “solari”);
  • ai soli fini della determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze, dall’inizio del quarto esercizio successivo (2023, per i soggetti “solari”).

Saldo attivo di rivalutazione

Come contropartita dei maggiori valori iscritti può essere iscritto nel passivo dello stato patrimoniale (al netto dell’imposta sostitutiva) un saldo attivo di rivalutazione.

Tale saldo attivo, se distribuito ai soci, concorre alla formazione del reddito della società e dei soci stessi; all’atto della distribuzione è concesso alla società un credito d’imposta pari all’imposta sostitutiva a suo tempo versata.

Il saldo attivo di rivalutazione può essere affrancato con un’imposta sostitutiva del 10% ed è ammesso l’affrancamento anche di una sola parte della riserva. 

Versamento delle imposte sostitutive

Le imposte sostitutive per la rivalutazione dei beni d’impresa, l’affrancamento del saldo attivo e/o il riallineamento dei valori civili e fiscali devono essere versate in un’unica soluzione, entro il termine per il versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d’imposta con riferimento al quale le operazioni sono eseguite (2019, per i soggetti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare).

È però concessa la facoltà di effettuare versamenti rateali e in particolare:

  • per importo complessivi fino a 3 milioni di euro, in un massimo di tre rate annuali di pari importo;
  • per importi complessivi oltre 3 milioni di euro, in un massimo di 6 rate di pari importo secondo un piano leggermente più articolato.

È espressamente ammessa la compensazione in F24 del debito per le imposte sostitutive con altri crediti d’imposta.

Riallineamento dei valori civili e fiscali

Oltre alla rivalutazione dei beni d’impresa, viene riaperta la possibilità di allineare i valori civili e fiscali dei beni ai sensi dell’art. 14 della L. 342/2000 con un’imposizione sostitutiva pari a quella prevista per la rivalutazione.

I maggiori valori sono riconosciuti ai fini fiscali con le stesse tempistiche previste per la rivalutazione, ad eccezione del valore degli immobili che è riconosciuto a partire dal 2021.

  1. Ripristino dell’Ace e abrograzione della “mini” Ires

La legge di bilancio 2020 ripristina l’ACE, già dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31/12/2018 (ovvero, dal 2019 per i soggetti “solari”). L’agevolazione si applica, quindi, senza soluzione di continuità rispetto al 2018.

È stato, però, ulteriormente ridotto il coefficiente di remunerazione del capitale, previsto a regime (dal 2019) nella misura dell’1,3%.

Il ripristino dell’Ace si accompagna, d’altro canto, all’abrogazione della “mini” Ires, agevolazione collegata a sua volta alla capitalizzazione dell’impresa che si sarebbe, quindi, sovrapposta all’Ace.

  1. Regime fiscale della auto in uso promiscuo ai dipendenti

Un’ulteriore modifica riguarda il regime fiscale del fringe benefit in caso di veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti.

Il nuovo regime riguarderà i contratti stipulati dall’01/07/2020, in relazione ai quali la percentuale di determinazione del fringe benefit varierà a seconda del livello di emissioni di anidride carbonica. In particolare:

  • per i veicoli con valori di emissione di CO2 non superiore a 60g/km, si assume il 25% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chi­lometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dal­le Tabelle nazionali dell’ACI;
  • per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 60 g/km ma non a 160g/km, la suddetta percentuale è pari al 30%;
  • per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km, la suddetta percentuale è pari al 40% per l’anno 2020 e al 50% a decorrere dal 2021;
  • per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190 g/km, la suddetta percentuale è pari al 50% per l’anno 2020 e al 60% a decorrere dal 2021.

 

 


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