Certificazione relativa alla distribuzione di dividendi

CIRCOLARE N. 10/2022

18/02/2022

di Federica Simoni

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In via preliminare, si ricorda che al 31/12/2022 scade il periodo transitorio previsto dalla Legge di Bilancio per il 2018 per la tassazione dei dividendi percepiti dai possessori di partecipazioni qualificate.

Pertanto, al fine di non penalizzare le riserve di utili formatisi precedentemente all’1/1/2018, con riferimento alle partecipazioni qualificate è possibile usufruire della precedente tassazione sui dividendi (applicazione dell’Irpef al 40%, 49,72%, 58,14% dell’imponibile a seconda del periodo di formazione degli utili) in luogo dell’attuale tassazione al 26%, a condizione che la distribuzione sia deliberata entro il suddetto termine del 31/12/2022.

            Con la presente s’intende rammentare ai Signori clienti che le società di capitali che hanno distribuito utili nel corso dell’anno 2021 sono tenute a rilasciare apposita certificazione attestante l’ammontare degli utili corrisposti.

            La certificazione, cosiddetta CUPE (Certificazione degli Utili e dei Proventi Equiparati), deve essere rilasciata al percettore entro il 16 marzo dell’anno successivo a quello di corresponsione.

            Si ricorda che non sono soggette all’obbligo di certificazione le distribuzioni di utili a soggetti residenti qualora i medesimi utili siano assoggettati a ritenuta a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.

L’obbligo sussiste, invece, per i dividendi corrisposti a soggetti non residenti anche se assoggettati a ritenuta.

            Qualora riteniate opportuno che le suddette certificazioni siano predisposte dallo Studio, Vi invitiamo a trasmetterci la pertinente documentazione entro il giorno 28/02/2022.

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            Si coglie, inoltre, l’occasione per rammentarVi sinteticamente la disciplina tributaria applicabile ai percettori degli utili corrisposti da società di capitali ed enti di cui all’art. 73, comma 1, lett. a) e b), del TUIR.

            Di seguito vengono delineati i diversi regimi di tassazione a seconda che il soggetto percettore dei dividendi sia:

  1. Persone fisiche al di fuori dell’esercizio dell’attività d’impresa;
  2. Società di persone e persone fisiche operanti in regime d’impresa;
  3. Società di capitali ed altri soggetti IRES.

 

  1. Dividendi percepiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa

Come anticipato in premessa, la Legge di Bilancio 2018 ha uniformato la tassazione sui dividendi relativi a partecipazioni qualificate e non qualificate. Pertanto, dal 2018 i dividendi percepiti da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa sono assoggettati a una ritenuta del 26%, a prescindere dal fatto che la partecipazione sia qualificata o non qualificata.

            La stessa Legge di Bilancio 2018 ha inoltre previsto un periodo transitorio in relazione agli utili derivanti da partecipazioni qualificate prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, la cui distribuzione sia deliberata nel lasso temporale compreso tra il 01/01/2018 e il 31/12/2022.

Conseguentemente, al fine di non penalizzare le riserve di utili formatisi precedentemente all’1/1/2018 con riferimento alle partecipazioni qualificate, è possibile usufruire della precedente tassazione sui dividendi consistente nell’assoggettare a tassazione gli stessi limitatamente al:

40% del loro ammontare, qualora nel corso dell’anno siano stati distribuiti dividendi formati con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31/12/2007;

49,72% del loro ammontare, qualora nel corso dell’anno siano stati distribuiti dividendi formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007 e fino all’esercizio in corso al 31/12/2016;

58,14% del loro ammontare, qualora nel corso dell’anno siano stati distribuiti dividendi formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.

 

  1. Dividendi percepiti da società di persone e persone fisiche in regime d’impresa

            Ai sensi dell’art. 59 del TUIR, i dividendi percepiti sia da imprese individuali sia da società di persone, indipendentemente che la partecipazione sia qualificata o meno, concorrono alla formazione del reddito imponibile complessivo dei beneficiari limitatamente al:

40% del loro ammontare, qualora nel corso dell’anno siano stati distribuiti dividendi formati con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31/12/2007;

49,72% del loro ammontare, qualora nel corso dell’anno siano stati distribuiti dividendi formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31/12/2007 e fino all’esercizio in corso al 31/12/2016;

58,14% del loro ammontare, qualora nel corso dell’anno siano stati distribuiti dividendi formati con utili prodotti a partire dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.

 

  1. Dividendi percepiti da società di capitali ed altri soggetti IRES

            L’art. 89, comma 2, del TUIR stabilisce che gli utili percepiti da società di capitali concorrono a formare il reddito dell’esercizio nel quale vengono percepiti nella misura del 5% del loro ammontare.

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            Si ricordano infine due presunzioni legali in materia di distribuzione di dividendi:

La prima è prevista dall’art. 47, comma 1, del D.P.R. 917/86 secondo la quale indipendentemente dalla delibera assembleare, si presumono prioritariamente distribuiti l’utile dell’esercizio e le riserve di utili liberamente disponibili, per la quota di esse non accantonata in sospensione d’imposta”. Ciò significa che nell’ipotesi in cui vi sia la contemporanea presenza di riserve di utili e riserve di capitale, nel caso di distribuzione di somme, queste vengono prioritariamente imputate alle riserve di utili liberamente disponibili e successivamente a quelle di capitale, indipendentemente dalla delibera adottata dai soci.

La seconda è contemplata dall’art. 1 del D.M. 26/05/2017, secondo la quale a partire dalle delibere di distribuzione successive a quella avente ad oggetto l’utile dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2016, agli effetti della tassazione del soggetto partecipante, i dividendi distribuiti si considerano prioritariamente formati”:

  • con utili prodotti fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 (tassati al 40%);
  • con utili prodotti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007 e fino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2016 (tassati per il 49,72%)”;
  • infine, con utili prodotti dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 (tassati al 58,14%).

 

 

 

 

 


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